La ricerca del potere personale fra impotenza individuale e onnipotenza collettiva
Le persone diventano realmente potenti quando sentono e godono a pieno emozioni e sentimenti del loro esistere. Non solo, allora, detiene il potere (sugli altri) colui che ha: individuo potente è anche colui che è.
Egli esercita l'altra faccia del potere: il suo pieno potere personale.
Questo libro è dedicato a quell' "io posso" che ognuno di noi cosiddetto normale può affermare al di là della propria storia individuale e pur vivendo in un mondo globalizzato ove "il potere sta sempre altrove". Ognuno può (se vuole), dunque, afferma con forza Rossena in questo suo nuovo libro in cui, dialogando ancora una volta con la facilità che gli è propria con il lettore, ripropone una traduzione fresca, utile e creativa della trentennale esperienza psicoterapeutica individuale e di gruppo.
"… Prevedendo con straordinaria precisione il futuro, un lungimirante Sigmund Freud ne "Il disagio della civiltà" ribadiva che tutta la nostra esistenza è segnata dai "potenti"
Quando il potere è dunque prevaricazione, ambizione sfrenata, egocentrismo esasperato, prestigio e possesso al di sopra di ogni evento umano e quando è semplice e libera espressione di sé. Il dissolversi di una concezione ideologica del mondo e della vita ha determinato inevitabilmente la ricerca di altri parametri che costituiscono i falsi valori dell'età dei consumi. E' così che la società attuale non conta più sulle forme di organizzazione gruppale, come la famiglia, o collettiva come la classe sociale. Ed ecco che trionfa l'individualismo esasperato nell'epoca dell'omologazione assoluta, del vivere globalizzato. Nella nostra condizione di vita fondata sul danaro come potere assoluto, l'incarnazione del potere sembra incentrarsi esclusivamente sulla fenomenologia del "ricchi e potenti si vince".
Mascherare, reprimere, apparire sono i passepartout di questa narcisistica società fondata sull'immagine. L'appartenervi implica un prezzo altissimo da pagare: la rinuncia alla libertà.
A questo atteggiamento io oppongo con forza l'altra faccia del potere: al di là di ogni condizione umana e/o sociale, potere è libera espressione di sé: niente e nessuno può fermarlo, se non la morte fisica della persona che lo esprime. Nessun uomo può considerarsi "umano" se non ha coscienza di sé e della propria individualità: è quest' ultima che lo definisce come "persona".
Tutto si colora nella nostra esistenza delle emozioni che sentiamo dentro. Ed è qui che nasce il nostro potere personale: nel sentire al massimo la nostra vita emotiva. In un vivere ormai omologato nella tristissima robotizzazione dei cervelli, l'emozione resta e resterà sempre l'unica dimensione umana che la macchina non può imitare, né sostituire…"
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